- Un’impresa funebre in Italia guadagna mediamente 86.688 euro all’anno, con un margine operativo lordo complessivo di 586.965 milioni di euro per le 6.771 aziende operanti nel settore.
- Il costo medio di un funerale con cremazione varia tra i 3.000 e i 5.000 euro, con prezzi che dipendono dalla regione e dai servizi scelti, come la bara, l’urna e l’organizzazione della cerimonia.
- Per aprire un’impresa funebre in Italia, l’investimento iniziale deve considerare i costi per licenze, locali, veicoli, personale qualificato, forniture e marketing.
In Italia, il settore delle pompe funebri rappresenta un’eccezione notevole nel panorama economico: è uno dei pochi ambiti che sembra immune alle fluttuazioni della crisi. Nonostante possa non essere il campo più gioioso in cui intraprendere un’attività, le imprese funebri si confermano infatti tra le più stabili e redditizie.
La ragione di tale successo è semplice: la domanda non subisce mai una vera e propria diminuzione. Questa perenne necessità rende il settore un baluardo di solida affidabilità in un’economia altrimenti variabile e spesso incerta. Ma quanto guadagna davvero un’impresa funebre nel nostro paese? Scopriamolo.
Indice
Quanto guadagna un’impresa funebre?
ATECO | Imprese | Fatturato* | Margine operativo lordo* | Acquisto di beni e servizi* | Costi del personale* | Investimenti lordi in beni materiali* | Lavoratori dipendenti |
---|---|---|---|---|---|---|---|
codice 9603 | 6.771 | 2.464.874 | 586.965 | 1.357.772 | 431.276 | 73.027 | 17.147 |
Il settore delle imprese funebri rappresenta un importante pilastro nell’economia italiana, con un valore complessivo che ammonta a circa 2,465 miliardi di euro, secondo gli ultimi dati ISTAT del 20211 sul codice Ateco 9603. Basta questo dato a sottolineare la rilevanza economica di questa industria nel panorama produttivo nazionale.
Attualmente, in Italia operano 6.771 imprese funebri. L’analisi del margine operativo lordo complessivo, che si attesta sui 586,965 milioni di euro, rivela che in media ogni impresa funebre genera un profitto annuo medio di 86.688 euro.
Se questo dato può offrire un’indicazione sulla redditività media del settore, è essenziale tuttavia considerare l’ampia variabilità tra le imprese: mentre le grandi compagnie funerarie possono registrare fatturati che superano i 16 milioni di euro, le realtà più piccole possono avere risultati molto più modesti.
Un altro aspetto fondamentale da esaminare è l’impatto occupazionale del settore. Le imprese funebri in Italia impiegano complessivamente 17.147 lavoratori, con una spesa annua per i salari che raggiunge i 431,276 milioni di euro. Da questi dati emerge che il salario medio annuo lordo per un dipendente del settore è di 25.151 euro.
Quanto si guadagna a funerale
Generalmente, il costo medio di un funerale con cremazione si aggira tra i 3.000 e i 5.000 euro, a cui andranno però sottratti i costi operativi e di personale a cui l’impresa dovrà fare fronte.
È importante inoltre tenere in considerazione che i prezzi possono oscillare in base a diversi fattori, tra cui la scelta della bara, dell’urna, l’organizzazione della cerimonia funebre e altri servizi aggiuntivi. Alcuni dati rilevano le differenze di prezzo dei servizi funerari nelle diverse regioni italiane.
Regione | Costo medio (€) | Città analizzate |
---|---|---|
Lombardia | 3.000 – 4.000 | Milano, Brescia, Bergamo |
Lazio | 2.500 – 3.500 | Roma, Latina, Viterbo |
Campania | 2.000 – 3.000 | Napoli, Salerno, Benevento |
Emilia-Romagna | 2.500 – 3.500 | Bologna, Modena, Parma |
Toscana | 2.500 – 3.500 | Firenze, Pisa, Siena |
Piemonte | 2.000 – 3.000 | Torino, Alessandria, Novara |
Sardegna | 1.500 – 2.500 | Cagliari, Sassari, Nuoro |
Liguria | 2.000 – 3.000 | Genova, La Spezia, Savona |
Friuli-Venezia Giulia | 2.000 – 3.000 | Trieste, Udine, Pordenone |
Veneto | 2.000 – 3.000 | Venezia, Verona, Padova |
Marche | 2.500 – 3.500 | Ancona, Pesaro, Macerata |
Umbria | 2.000 – 3.000 | Perugia, Terni, Foligno |
Abruzzo | 2.500 – 3.500 | L’Aquila, Pescara, Teramo |
Sicilia | 2.500 – 3.500 | Palermo, Catania, Messina |
Calabria | 3.000 – 4.000 | Reggio Calabria, Cosenza, Catanzaro |
Basilicata | 3.000 – 4.000 | Potenza, Matera |
Puglia | 3.000 – 4.000 | Bari, Lecce, Taranto |
Molise | 3.500 – 4.500 | Campobasso, Isernia |
Trentino-Alto Adige | 4.000 – 5.000 | Trento, Bolzano |
Valle d’Aosta | 4.500 – 5.500 | Aosta |
Quanti soldi ci vogliono per aprire una agenzia funebre
Aprire un’impresa funebre comporta una serie di costi che variano in base a diversi fattori, tra cui la località, la dimensione dell’attività e il livello di servizi offerti. Il primo aspetto da considerare è il costo delle licenze e delle autorizzazioni necessarie.
In Italia, l’apertura di un’impresa funebre richiede specifiche autorizzazioni comunali e sanitarie, che comportano ingenti spese amministrative. Inoltre, è obbligatorio ottenere l’iscrizione all’Albo delle Imprese Funebri, il che può comportare ulteriori costi.
Un altro elemento è, naturalmente, l’acquisto o l’affitto di un locale adeguato per l’agenzia funebre, spazio che deve essere sufficientemente ampio per accogliere i clienti, ospitare le esposizioni di bare e urne e gestire le operazioni amministrative.
Il costo dell’affitto o dell’acquisto di un locale commerciale varia a seconda della città e della zona. A questo si aggiungono le spese per la ristrutturazione e l’allestimento degli spazi interni, che devono rispettare le normative igienico-sanitarie vigenti.
Il parco mezzi è un altro fattore di costo rilevante. Un’impresa funebre necessita di uno o più carri funebri, che possono essere acquistati nuovi o usati. I carri funebri devono essere omologati per il trasporto delle salme e il loro costo può variare considerevolmente in base al modello e alle condizioni del veicolo. Inoltre, è necessario considerare le spese di manutenzione e assicurazione dei veicoli.
L’assunzione di personale qualificato rappresenta un ulteriore investimento. Questo deve includere:
- direttori funebri;
- autisti;
- necrofori;
- amministrativi.
La formazione e l’aggiornamento professionale del personale sono essenziali per garantire un servizio di qualità e conforme alle normative. Il costo del lavoro dipende dalle qualifiche e dall’esperienza dei dipendenti, nonché dalle dimensioni dell’organico necessario.
Le forniture e i materiali rappresentano un altro capitolo di spesa. L’acquisto di bare, urne cinerarie, abbigliamento per le salme e altri materiali funebri richiede un investimento iniziale significativo. È importante stabilire rapporti con fornitori affidabili per garantire prodotti di qualità a prezzi competitivi.
Infine, bisogna considerare le spese di marketing e pubblicità per promuovere l’impresa funebre. In un settore delicato come questo, è fondamentale costruire una reputazione solida e affidabile. Ciò può comportare costi per la realizzazione di un sito web professionale, campagne pubblicitarie locali e la partecipazione a eventi di settore.
- Risultati economici delle imprese, Istat, dati.istat.it ↩︎
Francesca Di Feo
Redattrice Partitaiva.it