- Dal 1° luglio 2022 anche le associazioni titolari di partita Iva devono dotarsi obbligatoriamente di POS e adempiere agli obblighi di fattura elettronica.
- Sono escluse dall’obbligo di dotazione del POS le associazioni dotate del solo codice fiscale o quelle che percepiscono solo contributi liberali.
- I modelli e i prezzi dei POS per associazioni possono variare in base alle proprie esigenze, al numero di transazioni effettuate e al valore del fatturato annuale.
L’obbligo di dotazione del POS, in vigore dal 1° luglio 2022, riguarda le attività di vendita di beni o prestazione di servizi: in questa categoria sono incluse anche le associazioni dotate di partita Iva.
Nonostante non siano state delineate regole specifiche valide solamente per il Terzo Settore, anche questi enti sono tenuti a rispettare l’obbligo del POS e adempiere alla fatturazione elettronica (se dotati di partita Iva) per non incorrere in sanzioni. Restano escluse, invece, le associazioni e gli ETS che possiedono solo il codice fiscale o che percepiscono esclusivamente quote di adesione dei soci.
Scopriamo quando è obbligatorio il POS per le associazioni e come scegliere il modello più conveniente nel 2024 in base alle proprie esigenze e al proprio fatturato.
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Indice
Come funziona il POS
Il POS bancario è uno strumento indispensabile per l’accettazione dei pagamenti elettronici ed è ormai entrato nella quotidianità di tutte le persone, che lo utilizzano nel momento in cui effettuano acquisti presso negozi, supermercati o anche piccole botteghe artigiane.
Il funzionamento del POS è molto semplice e si può riassumere in 4 operazioni principali:
- dopo che è stato specificato l’importo della transazione, il cliente inserisce o appoggia la carta di credito o il bancomat sul terminale;
- il POS invia la richiesta di addebito alla società che ha emesso la carta;
- se il saldo disponibile sulla carta è superiore all’importo della transazione, il terminale accetta il pagamento e l’operazione va a buon fine. Viceversa, se il saldo non è sufficiente a coprire l’interno importo, la transazione non va a buon fine;
- il POS emette una ricevuta della transazione, stampabile per il cliente o da inviare via SMS o email.
Ad oggi il POS è diventato obbligatorio per i titolari di partita Iva che svolgono attività di vendita di beni o prestazione di servizi al pubblico, comprese le associazioni e gli Enti del Terzo Settore.
POS per associazioni: è obbligatorio?
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Il decreto legge numero 36/20221 (cosiddetto decreto Pnrr 2) obbliga tutti “i soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi” ad accettare pagamenti elettronici: ma le associazioni no profit e gli Enti del Terzo Settore rientrano tra questi soggetti?
La disposizione di legge che prevede l’obbligo di dotazione del POS definisce due condizioni necessarie per rientrare nella categoria di coloro che sono obbligati ad accettare pagamenti elettronici:
- la vendita di prodotti, assimilabile alle associazioni e agli enti no profit dotati di partita Iva e legittimati a effettuare anche attività commerciali ai fini del perseguimento di scopi associativi;
- la prestazione di servizi, che prevede l’introito di un corrispettivo specifico (quote di associazione) al fine di ricevere un servizio in cambio (ad esempio i corsi formativi, gli eventi, ecc).
POS per associazioni senza partita Iva
Esistono dei casi in cui è possibile dotarsi di POS senza avere la partita Iva, ma ciò non riguarda le associazioni: infatti, il decreto Pnrr 2, che ha introdotto l’obbligo del POS per i soggetti che effettuano attività di vendita di beni o prestazione di servizi, non si applica alle associazioni che percepiscono esclusivamente quote di adesione e contributi liberali.
Il dubbio sussiste, invece, per quelle associazioni titolari di solo codice fiscale, che offrono servizi a pagamento, a favore dei propri associati: pur essendo “decommercializzati”, per tali corrispettivi potrebbe essere necessario dotarsi di POS.
POS per associazioni: le soluzioni
Tra i POS più convenienti ci sono delle soluzioni che possono tornare utili anche alle associazioni no profit e agli Enti del Terzo Settore, in particolare:
- myPOS Go 2: terminale portatile e autonomo;
- myPOS Pro: il terminale avanzato e professionale;
- Axerve Easy POS: terminale intelligente, con commissioni basse;
- SumUp Solo: POS mobile con accredito sul conto corrente;
- Nexi SmartPos Mini: portatile, intelligente e compatto.
Vediamoli nel dettaglio.
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1. MyPOS
myPOS è una soluzione interessante e conveniente anche per le associazioni, in quanto non prevede il canone mensile e la commissione su carte europee personali è dell’1,20 % + 0,05 €. Il prezzo del POS varia da 39 euro a 249 euro in base ai modelli e alle esigenze del cliente.
Tra i servizi proposti da myPOS ci sono anche:
- conto myPOS e carta di debito;
- pagamenti a distanza;
- gateway di pagamento;
- negozio online.
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2. Axerve POS Easy
Alle associazioni e agli enti no profit che accettano pochi pagamenti elettronici, Axerve propone la soluzione POS Easy, senza canone oppure senza commissioni.
Le due soluzioni previste per l’offerta a canone sono:
- 17 euro + Iva per incassi fino a 10.000 euro l’anno;
- 22 euro + Iva per incassi fino a 30.000 euro l’anno, a cui si aggiunge l’1% di commissione e il bollo di attivazione di 16 euro.
In alternativa, è possibile optare per l’offerta a commissione che prevede:
- commissione dell’1% sulle operazioni e nessun canone fisso;
- 170 euro + Iva per il terminale di vendita;
- bollo di attivazione pari a 16 euro.
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3. SumUp Solo
SumUp propone uno dei terminali più utilizzati in Italia grazie ai suoi servizi online rapidi e accessibili a tutti. I vantaggi dell’utilizzo di POS SumUp sono parecchi:
- canone mensile assente;
- commissione 1,95%;
- numerosi servizi inclusi (conto SumUp e prepagata, fatturazione elettronica, pagamenti a distanza, negozio online, buoni regalo).
Il modello SumUp Solo si può acquistare al prezzo di 79 euro oppure 139 euro con l’aggiunta di stampante per ricevute cartacee.
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4. Nexi SmartPos Mini
Infine, anche Nexi, il più grande operatore italiano nel settore dei pagamenti elettronici, mette a disposizione alcuni modelli di POS ideali per le associazioni: in particolare, il modello Nexi SmartPos Mini, che costa 149 euro, iva inclusa.
In questo caso occorre mettere in conto una spesa mensile per il servizio di acquiring (2,50 euro) e una spesa annuale per il programma sicurezza (7,50 euro). Le commissioni sui pagamenti con carte dei circuiti Bancomat, Mastercard e Visa ammontano all’1,89%. Tra i servizi inclusi c’è la possibilità di effettuare pagamenti a distanza.
POS per associazioni: modelli e quale scegliere
Come abbiamo visto esistono diversi modelli di POS per associazioni che variano in relazione alle esigenze di ciascun soggetto: per scegliere la soluzione più conveniente è importante considerare i costi di acquisto e di gestione del dispositivo, oltre alle commissioni sul transato.
Altri importanti fattori da considerare prima di scegliere un POS riguardano i servizi aggiuntivi: per esempio, la possibilità di collegare il dispositivo a un software dedicato alla gestione della contabilità e delle transazioni, piuttosto che eventuali promozioni speciali per i clienti registrati (apertura di un conto, assistenza tecnica, ecc).
Per capire qual è il POS più conveniente per la propria associazione, in linea generale, occorre fare una stima delle transazioni totali da effettuare nell’arco dell’anno, in modo da poter valutare il costo del dispositivo (e della relativa gestione dello stesso) in base al proprio fatturato.
POS per associazioni – Domande frequenti
Il decreto Pnrr 2 prevede l’obbligo di dotazione del POS per tutti i “soggetti che effettuano attività di vendita di prodotti e prestazione di servizi”. Anche le associazioni e gli enti del terzo settore che soddisfano queste condizioni sono tenuti ad accettare i pagamenti elettronici e ad adempiere agli obblighi di fatturazione elettronica.
Anche se non sei in possesso di una partita IVA o se sei registrato con il Codice Fiscale per la tua associazione, puoi comunque utilizzare un POS per ricevere pagamenti con carta, contacless e dispositivi come smartphone o smartwatch.
Oltre al costo per l’acquisto di un POS, che varia in base al tipo di dispositivo, bisogna considerare anche le commissioni sui pagamenti, il numero di transazioni effettuate e altre eventuali spese annuali. La spesa media nazionale per il POS si aggira sugli 84 euro. Considera che esistono sia POS senza canone, per gli enti del terzo settore che non gestiscono tante transazioni mensilmente, e POS senza commissioni, per società e associazioni che ricevono numerosi e ricorrenti pagamenti con carta.
- Decreto Legge 30 aprile 2022, n. 36, normattiva.it ↩︎
Laura Pellegrini
Giornalista e content editor