Etichettatura dei vini, il settore protesta contro la normativa UE perché allarmistica

Nuova stretta sull'etichettatura dei vini, che prospetta diciture simili a quelle dei pacchetti di sigarette e misure più stringenti sulla tassazione. La protesta del settore.

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  • Il nuovo documento UE sull’etichettatura dei vini dello scorso febbraio rappresenta un attacco per la produzione e commercializzazione del vino, secondo le associazioni di categoria.
  • Si prospettano all’orizzonte diciture simili a quelle previste per i pacchetti di sigarette, relativamente ai danni potenziali per la salute causati dal vino.
  • La proposta comunitaria andrebbe a inasprire anche la tassazione, che attualmente sul vino è in base al volume e non al titolo alcolometrico.

Ennesima penalizzazione del settore vinicolo, secondo il presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini che, nel corso dell’assemblea regionale di Coldiretti a Cagliari, manifesta il dissenso della categoria nell’accogliere la nuova stretta su etichettatura e tassazione previste dall’UE, per quanto concerne la commercializzazione di vino.

Ciò che si prospetta all’orizzonte è di apporre sulle bottiglie diciture simili a quelle previste per i pacchetti di sigarette, relativamente ai danni potenziali per la salute. I produttori sono in rivolta e si dichiarano pronti a manifestare.

Coldiretti, la protesta contro le etichette allarmistiche sul vino 

A quello di Cagliari, si aggiunge il coro di protesta della Coldiretti di Torino, che già un mese fa si mobilitava per arginare quello che agli occhi dei diretti interessati rappresenterebbe un vero e proprio disastro per il settore.

Il commento del presidente Bruno Mecca Cici di Coldiretti Torino1 non lascia spazio agli equivoci. Le etichettature allarmistiche per il vino rappresentano una minaccia per l’intera filiera (che conta 240 mila viticoltori italiani, che offrono opportunità di lavoro per 1,3 milioni di occupati):

“Respingiamo le pulsioni proibizionistiche e l’onda salutista che vorrebbe spazzare via millenni di cultura dei nostri territori e che ha plasmato le civiltà del Mediterraneo e della stessa Europa.”

Il vino non è un prodotto alla pari dei cibi ultra formulati, ma un alimento che nasce da territori unici per le loro peculiarità, vitigni rari e soprattutto che è frutto di una cultura che tramanda tradizioni millenarie.

Il giro d’affari legato al mercato vinicolo Made in Italy supera i 20 miliardi di euro2 di fatturato diretto e vede il Belpaese come leader mondiale per volumi esportati3 e seconda in valore dietro la Francia, con un export che non ha rivali in Europa e che nel 2024 ha superato gli 8 miliardi di euro di fatturato.

Un business che quindi non solo è strategico per la nazione ma realmente identitario per le colline e le vallate italiane di ogni regione. E che sta per essere minacciato anche dai nuovi dazi di Trump alle esportazioni in America.

Normativa UE per l’etichettatura dei vini

La normativa UE che riguarda l’etichettatura dei vini è in vigore già dall’8 marzo 2024, all’epoca introducendo una serie di obblighi, tra cui l’indicazione delle informazioni nutrizionali, l’elenco degli ingredienti, il valore energetico dei vini, la presenza di allergeni.

Ma è il nuovo documento dello scorso febbraio 20254 che ha fatto infervorare nuovamente gli animi e fatto insorgere la categoria contro il nuovo attacco comunitario sulle etichette e la tassazione del vino.

Si tratta di un nuovo documento di lavoro che la commissione europea ha messo a punto sul piano contro il cancro varato nel 2021, il Beca (Beating Cancer), e che contiene misure molto penalizzanti per il settore vitivinicolo (in linea generale per tutti gli alcolici, vino compreso).

Le proposte della Commissione Ue presentate nel documento riguardano nella fattispecie:

  • tassazione più elevata;
  • introduzione di avvertenze di tipo sanitario sulle etichette;
  • limitazione delle vendite transfrontaliere;
  • regolamentazione della pubblicità.

In risposta all’ulteriore stretta contro la commercializzazione del vino in UE, Coldiretti, unitamente all’associazione Filiera Italia, hanno scritto alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, ai commissari alla Coesione e riforme Raffaele Fitto, all’Agricoltura Cristophe Hansen e alla Salute Olivér Várhelyi, per far sentire la propria voce in capitolo e respingere senza esitazione le proposte, al fine di bloccare il documento.

Mercato dei vini italiani: trend e prospettive

Il giro di vite arriva in un contesto che già vede il mercato del vino italiano scosso da non poche tensioni di tipo economico. Le nuove generazioni sembrano non essere attratte dai tradizionali vini5 fermi e frizzanti, mentre si registra un aumento della domanda di vini biologici e sostenibili, comunque preferibilmente a bassa gradazione alcolica o addirittura senza alcol.

Tengono testa invece gli spumanti e in generale il mercato delle “bollicine”, che confermano il loro trend in crescita, prosecco e champagne in primis, non solo da riservare alle occasioni speciali bensì anche da sostituire al vino tradizionale nel quotidiano.

Se dunque il mercato dei vini in Italia, nonostante il calo registrato al suo interno, ha mantenuto inossidabile l’export, proprio una nuova stretta in arrivo su etichette e tasse, potrebbe avere ripercussioni negative importanti con cui dover fare i conti.

  1. Etichette allarmistiche UE, un disastro per i nostri vini, Coldiretti Torino, torino.coldiretti.it ↩︎
  2. La filiera degli alcolici e del vino made in Italy vale 21,5 miliardi di euro, Fondazione Qualivita, qualivita.it ↩︎
  3. Il vino italiano saluta il 2024 con un nuovo record dell’export, ISMEA, ismea.it ↩︎
  4. Document 52021SC0013, European Union, eur-lex.europa.eu ↩︎
  5. XI Forum Wine Monitor: mercato del vino, si naviga a vista, Nomisma, nomisma.it ↩︎
Autore
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Natalia Piemontese

Giornalista

Giornalista pubblicista, sono laureata con Master in selezione e gestione delle Risorse Umane e specializzata in ricerca attiva del lavoro. Fondatrice dell'Academy di Mamma Che Brand, per l'empowerment femminile e la valorizzazione delle soft skills in particolare dopo la maternità, insegno le competenze digitali che servono per lavorare online.

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