- Alcuni dei bonus dedicati alle partite IVA presenti lo scorso anno vengono riproposti per il 2025: pensiamo ad esempio all’ISCRO, la cassa integrazione per professionisti, confermata in modo strutturale.
- La manovra 2025 ha introdotto diversi sostegni soprattutto a favore delle famiglie con figli, in particolare per le madri libere professioniste in regime ordinario.
- È possibile per le partite IVA entro certi requisiti richiedere anche l’Assegno di Inclusione.
Chi lavora con una partita IVA ha diritto ad accedere ad alcuni bonus e sostegni di tipo economico, anche se spesso vi sono nette differenze con lavoratori dipendenti o pensionati. Per l’anno in corso uno dei principali aiuti dedicati a professionisti e imprenditori è l’ISCRO, ovvero una sorta di cassa integrazione di importo fino a 800 euro dedicata alle partite IVA.
Con la Legge di Bilancio 2025 poi sono state introdotte diverse forme di supporto per le famiglie, in particolare per le madri con figli piccoli a carico, estendendo alcune misure anche alle autonome. Inoltre, le partite IVA possono accedere alla Naspi anticipata e a importanti sconti sui contributi in determinati casi. Vediamo tutti i bonus di quest’anno.
Indice
- Come funziona l’ISCRO 2025 per le partite IVA
- Assegno di Inclusione e partita IVA
- Supporto Formazione e Lavoro e partita IVA
- Naspi anticipata per le partite IVA
- Sconto contributivo del 50% per le partite IVA nel 2025
- Sconto contributivo del 35% per le partite IVA
- Bonus per la genitorialità per partite IVA
- Contributi a fondo perduto per le partite IVA
Come funziona l’ISCRO 2025 per le partite IVA
Iniziamo con un bonus di particolare importanza: l’ISCRO. Meglio conosciuta come Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale Operativa, era stata senza dubbio la prima misura varata per aiutare i titolari di partita IVA a fronteggiare la crisi economica innescata dal Covid-19.
Si tratta di una sorta di cassa integrazione dedicata esclusivamente ai lavoratori autonomi, che dal 2024 è disponibile in modo strutturale. Ad introdurre l’ISCRO era stata la Legge di Bilancio 2021.
L’INPS provvede ad erogare ai beneficiati il sostegno economico per una durata massima di sei mesi. L’importo è compreso tra 250 e 800 euro, come indicato dall’ente1.
Per stabilire con esattezza quanto spetta, si deve tenere presente il 25% della media dei redditi da lavoro autonomo del soggetto in riferimento ai due anni pregressi. La domanda può essere presentata sempre attraverso il sito dell’Inps.
Va sottolineato anche che nel caso di chiusura della partita IVA, termina anche l’ISCRO, per cui tutti i requisiti devono essere mantenuti durante la fruizione del sostegno. Inoltre chi riceve tale aiuto dovrà seguire alcuni percorsi formativi specifici che saranno delineati in seguito.
Chi può richiedere l’ISCRO
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L’ISCRO, come abbiamo anticipato, prevede un sostegno economico per sei mesi per i liberi professionisti e i lavoratori autonomi che sono iscritti alla Gestione Separata INPS.
Per l’anno 2025, per poterlo ottenere è necessario essere in possesso di alcuni requisiti ben precisi:
- non essere titolari di un trattamento pensionistico diretto e non essere assicurato in altre forme previdenziali obbligatorie;
- nel momento in cui si presenta la domanda, la partita IVA deve essere attiva da almeno tre anni, per l’attività per cui si richiede il sostegno;
- non essere destinatari dell’Assegno di Inclusione;
- aver ricavato un reddito derivato dal lavoro autonomo, in riferimento all’anno precedente alla domanda, minore del 70% rispetto ai ricavi derivati dal lavoro autonomo dei due anni precedenti;
- aver dichiarato un reddito da lavoro autonomo, nell’anno precedente, inferiore a 12.000 euro, da autocertificare all’INPS;
- essere in regola con il versamento dei contributi obbligatori.
Va ricordato che questa misura non è compatibile con altri sostegni come Naspi, Dis-Coll, pensioni dirette o lo svolgimento di cariche politiche.
Per accedere a questa indennità, oltre a rispettare tutti i requisiti visti sopra, l’interessato deve presentare un’apposita domanda all’INPS entro il 31 ottobre di ciascun anno di fruizione
Assegno di Inclusione e partita IVA
Il reddito di cittadinanza è stato accantonato, sostituito dall’Assegno di Inclusione e dalla misura Supporto Formazione e Lavoro. L’Assegno di Inclusione in particolare è attivo dal 2024 per le famiglie al cui interno è presente un componente fragile, ovvero:
- con disabilità;
- un soggetto minorenne;
- un componente con più di 60 anni di età;
- un componente in condizioni di svantaggio e con l’inserimento in un apposito programma socio sanitario certificato.
Per poter accedere a questo sostegno si fa riferimento alla situazione complessiva del nucleo familiare, per cui si deve rispettare un ISEE inferiore a 10.140 euro. Il valore del reddito familiare deve essere quindi inferiore 6mila euro all’anno e ci sono anche alcune limitazioni per ciò che riguarda il patrimonio mobiliare e immobiliare.
L’Assegno di Inclusione quindi si può richiedere anche se all’interno del nucleo familiare è presente un componente con partita IVA, purché vengano rispettati i requisiti previsti a livello familiare.
Supporto Formazione e Lavoro e partita IVA
La seconda misura che andiamo a vedere, che sostituisce in parte il reddito di cittadinanza, è il Supporto Formazione e Lavoro. In questo caso l’aiuto prevede un’erogazione per il singolo componente del nucleo familiare che rispetta determinati requisiti.
Anche chi riceve un reddito da lavoro autonomo, ma rispetta tali requisiti, può beneficiare del sostegno. Questa forma di aiuto è presente già da settembre 2023 per i soggetti occupabili e sono stabiliti dei precisi requisiti di residenza, reddito e economici:
- ISEE familiare inferiore a 10.140 euro annui;
- reddito familiare inferiore a 10.140 euro per il valore della scala di equivalenza corrispondente;
- patrimonio immobiliare in Italia e all’estero inferiore a 30.000 euro;
- sono stabilite precise soglie dall’INPS per il patrimonio mobiliare.
Questi sono i principali requisiti per accedere al sostegno, quindi il reddito può essere sia di tipo dipendente che autonomo o di altra tipologia, purché vengano rispettate queste soglie. La richiesta di accesso alla misura va presentata tramite INPS, rendendosi disponibili ai percorsi di formazione proposti.
Risulta quindi necessario iscriversi al Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL) e sottoscrivere un Patto di attivazione digitale (PAD) e il Patto di servizio personalizzato.
Naspi anticipata per le partite IVA
Le partite IVA possono anche accedere in determinate circostanze all’indennità di disoccupazione Naspi in modo anticipato. Tramite questa opzione si può ricevere tutto il sostegno in un’unica erogazione, utile in caso di disoccupazione se si intende avviare un’attività autonoma.
Per poter scegliere questa via, bisogna aver versato almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni, essere disoccupati in modo involontario o per giusta causa e procedere alla domanda entro 30 giorni.
La cifra massima erogabile è di 1.550,42 euro e l’importo spettante viene calcolato in base allo stipendio medio del lavoratore: fino a 1.425,21 euro si riceve il 75% della paga, mentre se si supera questa soglia si calcola il 25% sulla somma aggiuntiva. Per chiedere la Naspi in anticipo bisogna quindi presentare un business plan all’INPS con tutte le informazioni sull’attività da intraprendere.
Sconto contributivo del 50% per le partite IVA nel 2025
Per le partite IVA aperte nel 2025, arriva un’importante novità. Si tratta di una riduzione contributiva del 50% per i primi tre anni. Di fatto questa opzione va a dimezzare i contributi che l’autonomo deve all’INPS durante l’anno, ma è disponibile solo per una fetta di lavoratori.
Lo sgravio è garantito infatti esclusivamente a chi si iscrive alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS, per cui i contributi fissi vengono tagliati a 2.200 euro. Questa possibilità è accessibile facendone richiesta direttamente all’ente previdenziale solamente se si apre partita IVA dal 1 gennaio al 31 dicembre 2025.
Sconto contributivo del 35% per le partite IVA
In alternativa alla misura vista prima è possibile accedere allo sconto contributivo del 35% garantito sempre alle partite IVA iscritte alla Gestione Artigiani e Commercianti, ma con regime fiscale forfettario. Questa misura la si può chiedere anche se non si apre la posizione IVA quest’anno, ma è già aperta.
La procedura però prevede una scadenza all’invio della domanda all’INPS con tempi ristretti, ovvero ogni anno entro il 28 febbraio.
Bonus per la genitorialità per partite IVA
Nella manovra 2025 il governo ha incluso diverse iniziative volte a contrastare la natalità e favorire l’inserimento delle donne nel mercato del lavoro. Si va dagli sgravi contributivi per le imprese che assumono donne, fino al bonus bebé destinato a sostenere economicamente la nascita di un figlio.
Una novità interessante coinvolge le mamme lavoratrici che operano in autonomia con regime fiscale ordinario. Possono accedere ad un esonero parziale dei contributi (le cui percentuali sono ancora da definire) in riferimento al 2025. Questo è possibile se il reddito imponibile è inferiore a 40.000 euro e se le lavoratrici hanno almeno due figli. Sono escluse dalla misura le partite IVA forfettarie.
Anche il bonus bebé è disponibile per tutte le lavoratrici neomamme, incluse coloro che operano in autonomia, perché il requisito principale di cui tenere conto è l’ISEE familiare, che non deve superare 40.000 euro. Si tratta di un sostegno una tantum di 1.000 euro per ogni figlio nato nel 2025.
A queste misure si affianca il bonus asilo nido, con la possibilità di accedere ad un rimborso per la retta della scuola fino a 3.600 euro con ISEE inferiore a 40.000 euro.
Contributi a fondo perduto per le partite IVA
Per le partite IVA molti importanti contributi a fondo perduto sono terminati lo scorso anno, per scadenza naturale o per il termine dei fondi disponibili. Segnaliamo qui alcune delle iniziative ancora attive:
- Resto al Sud: questo incentivo è rivolto al Mezzogiorno del paese, le isole e le zone sismiche del Centro Italia. Il sostegno è dedicato a chi ha da 18 a 55 anni, per finanziare fino al 100% delle spese per specifici interventi, come la ristrutturazione degli immobili, per macchinari o per l’ambito tecnologico;
- Nuova Sabatini: contributo a fondo perduto per l’acquisto di beni strumentali;
- Bando ISI INAIL: contributi a copertura delle spese per la messa in sicurezza degli ambienti di lavoro;
- Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero: iniziativa Invitalia a sostegno dell’apertura di nuove imprese condotte da giovani under 35 e donne;
- Fondo Nuove Competenze: contributo per la transizione digitale e tecnologica su investimenti strategici.
Per le aziende sono poi disposti particolari sgravi contributivi per l’assunzione di lavoratori che rientrano nelle categorie oggi svantaggiate, come giovani e donne. Allo stesso modo sono cambiate con la manovra 2025 le detrazioni fiscali a cui i lavoratori possono accedere, con particolare attenzione alle famiglie numerose.
Partita IVA e bonus – Domande frequenti
Tra le misure più utili che lavoratori autonomi e liberi professionisti possono chiedere ci sono:
l’ISCRO, l’Assegno di Inclusione e il Supporto Formazione e Lavoro.
La misura ISCRO, una sorta di cassa integrazione per le partite IVA, confermata in modo strutturale dal 2024. Possono accedervi gli autonomi che hanno registrato una perdita economica consistente.
L’INPS può garantire sostegno economico alle partite IVA in difficoltà tramite l’ISCRO, oppure erogare la Naspi anticipata a disoccupati che intendono avviare un’attività autonoma.
Ad oggi l’Agenzia delle Entrate propone alcune agevolazioni particolari e esenzioni dai controlli alle partite IVA considerate affidabili fiscalmente, in base agli indici ISA.
Buongiorno io il bonus 200 più 150 l’ho ricevuto ma non è nulla in confronto a quello che ho perso durante la chiusura e in più non si lavora più come prima poi lo stato a dato a me 350 io ne ho dati 400 al dipendente quindi quei soldi manco li ho visti…ma è possibile che non ci siano più bonus anche oer noi possessori di p.iva, piccole e medie imprese perché la vedo dura secondo me da settembre ci daranno tante chiusura e licenziamenti se non fanno qualcosa.
Sono in netta crisi con il negozio di fiori e piante posso richiedere il reddito di cittadinanza se si come e a chi devo rivolgermi
Buongiorno,
per la richiesta del reddito di cittadinanza (a breve la disciplina dovrebbe subire delle modifiche) dovrebbe rivolgersi a un ente di patronato che la assisterà gratuitamente.
Grazie per averci scritto
Buonasera.Purtroppo il mio commercialista non mi ha presentato domanda per il bonus 200+150€,pur avendone i requisiti redditusli.E’ ancora possibile fare domanda? Grazie mille per le info che vorrete darmi.
Buongiorno,
purtroppo la richiesta bonus 250+150 è scaduta, l’erogazione avveniva dietro presentazione domanda.
Grazie per averci scritto
Buongiorno e grazie.
Il bonus 200+150€ partita IVA, è lo stesso rispetto al bonus energia o sono due entità distinte?
Ringrazio
Buongiorno,
sono cose distinte.
Grazie per averci scritto. Team Partitaiva.it
Salve il mio commercialista non mi ha avvertito del bonus autonomi, è possibile presenterlo in ritardo? Da premettere che sono in regola con i contributi INPS
Grazie
Buongiorno,
ci dispiace precisare che non è possibile rientrare nel bonus.
Grazie per averci scritto
Team partitaiva.it