Tasse più basse del 50% per chi rientra in Italia dall’estero: l’agevolazione impatriati

Oggi per chi rientra in Italia dopo un lungo periodo all'estero è possibile accedere ad un regime agevolato impatriati. Ecco come funziona.

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regime fiscale impatriati
  • Oggi è possibile per chi rientra in Italia dall’estero e ha un’elevata qualificazione o specializzazione, accedere ad un particolare regime fiscale per impatriati, che consente una notevole riduzione delle imposte sui redditi.
  • Questo regime agevolato viene garantito come incentivo per il ritorno in Italia di professionisti, imprese e lavoratori, a contrasto del noto fenomeno della fuga di cervelli.
  • Il periodo minimo di residenza all’estero prima del ritorno in Italia è fissato tra 5 e 7 anni in base al caso specifico e a dove si trova il datore di lavoro.

Il fisco italiano avvantaggia coloro che tornano in Italia dopo un lungo periodo all’estero, i così detti impatriati che hanno un’elevata specializzazione. Coloro che spostano nuovamente la residenza fiscale in Italia hanno infatti diritto ad una tassazione ridotta al 50% (fino a 600.000 euro) per 5 anni sui redditi da lavoro dipendente, assimilati o da lavoro autonomo, generati in Italia.

Questo è possibile purché il lavoratore non sia stato residente in Italia nei tre anni precedenti e purché sia stato registrato un periodo di effettiva residenza all’estero per almeno 5 anni (innalzati a 7 se il cittadino continua a lavorare per lo stesso datore di lavoro estero). Questi sono gli ultimi chiarimenti forniti dall’Agenzia delle entrate per il 2025.

Va anche segnalato che le norme prevedono che il lavoratore rimanga nel territorio nazionale (con la propria residenza) per almeno 4 anni. Una novità di quest’anno è la possibilità che i requisiti lavorativi maturino successivamente al rientro.

Incentivi fiscali per il rientro dall’estero: requisiti

Per chi rientra dall’estero dopo una lunga permanenza in un altro paese, è possibile accedere ad una riduzione della pressione fiscale sui redditi generati in Italia se sussistono queste condizioni:

  • il lavoratore (che può essere dipendente o autonomo) deve presentare un elevato grado di specializzazione o qualificazione;
  • è necessario spostare la propria residenza fiscale in Italia per un periodo di almeno 5 anni, dopo che è stata all’estero per almeno 4 anni;
  • se il lavoratore continua ad essere impiegato per la stessa azienda per cui lavorava all’estero, il periodo di tempo di residenza nel paese estero può salire fino a 7 anni;
  • l’attività da cui deriva il reddito prodotto in Italia deve essere svolta per la maggioranza entro i confini nazionali.

Sgravio fiscale del 50% per il rientro dall’estero

Rientro cervelli

Il sostegno è un vero e proprio sgravio fiscale vantaggioso per tutti coloro che rientrano dall’estero, spostando in Italia la propria attività lavorativa, imprenditoriale o professionale.

La tassazione è quindi più bassa del 50% per coloro che scelgono di tornare in Italia: le imposte come l’Irpef vengono di fatto dimezzate. Si parla anche di una riduzione che sale al 60% per tutti coloro che hanno figli minorenni. In questo caso, il figlio deve risiedere in Italia per tutto il periodo in cui il genitore ha accesso all’agevolazione.

Il beneficio non si perde se il figlio raggiunge la maggiore età ed è applicabile ad entrambi i genitori se questi rispettano tutti i requisiti visti prima.

La durata prevista per questa agevolazione è di 5 anni, ma secondo le ultime novità 2025, si aggiunge un’estensione gratuita per ulteriori 5 anni se la residenza rimane in Italia. Questo è possibile solamente per chi ha almeno un figlio minorenne a carico o per i lavoratori che detengono almeno un immobile residenziale in Italia.

Reshoring aziendale

Il fenomeno del reshoring, o rilocalizzazione di un’azienda, non deve essere messo in pratica per tentativi di truffa: per questo motivo l’attività che rientra deve rimanere in Italia per un certo periodo di tempo, variabile, in base alla dimensione, da 5 a 10 anni.

La scelta di proporre uno sgravio fiscale per chi rientra è presa soprattutto per limitare il fenomeno della delocalizzazione delle imprese italiane all’estero, riscontrato soprattutto in periodi di difficoltà economica. Spesso infatti grosse aziende e multinazionali scelgono di stabilirsi presso paesi considerati come paradisi fiscali, evitando quasi del tutto di adempiere alla tassazione.

Un intervento di questo tipo proposto dal governo mira a limitare queste eventualità, oltre a rendere più appetibile l’Italia per le imprese che già si sono spostate all’estero.

Incentivi fiscali ulteriori

Tra gli incentivi già presenti in Italia, in attesa dell’attuazione definitiva delle nuove disposizioni, al momento uno dei più importanti è quello sul rientro dei cervelli. Questa norma provvede ad incentivare, anche grazie ad importanti agevolazioni fiscali, il trasferimento in Italia di persone altamente qualificate e specializzate.

Solo per fare un esempio, nel caso in cui dovessero rientrare dei docenti e dei ricercatori è previsto che fino ad un massimo del 90% del reddito da lavoro dipendente o autonomo non sia fiscalmente imponibile ai fini Irpef. 

Per accedere a questa agevolazione, i diretti interessati devono essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • possedere un titolo di studio universitario o equiparato;
  • essere stati residenti all’estero in maniera continuativa;
  • aver effettuato attività di ricerca o docenza per almeno due anni continuativi, presso degli istituti all’estero;
  • trasferire la propria residenza fiscale in Italia e svolgere attività di ricerca nel nostro paese.

Questi incentivi fiscali sono applicabili per cinque anni, che possono diventare otto nel caso in cui il diretto interessato abbia un figlio minorenne a carico.

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Valeria Oggero

Giornalista

Giornalista pubblicista, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle Partite Iva. La curiosità mi ha portato a collaborare con agenzie web e testate e a conoscere realtà anche diversissime tra loro, lavorando come copywriter e editor freelancer.

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