Inpgi, nuovo trattamento fiscale sui rimborsi spese per i giornalisti professionisti

L'Inpgi fornisce alcuni chiarimenti sul nuovo trattamento fiscale relativo ai rimborsi spese per i liberi professionisti con partita IVA. Dal 1° gennaio 2025 queste spese sono escluse dal calcolo dell'IRPEF, ma restano soggette all'IVA.

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  • A partire dal 1° gennaio 2025 i rimborsi spese per i giornalisti liberi professionisti avranno un nuovo trattamento fiscale, come ricorda l’Inpgi ad autonomi e freelance.
  • La principale novità riguarda i rimborsi documentati e addebitati direttamente al cliente in fattura per l’esecuzione di un incarico, che saranno esclusi dal calcolo dell’IRPEF ma soggetti all’imposizione dell’IVA.
  • La normativa rimane invariata per i contributi previdenziali, i cui rimborsi continueranno a essere inclusi nel calcolo del contributo integrativo.

In seguito alle numerose richieste di chiarimenti da parte degli iscritti sulla nuova riforma fiscale, l’Inpgi ha spiegato quali sono le novità che riguardano il trattamento fiscale dei rimborsi spese per i liberi professionisti giornalisti con partita IVA.

La normativa per i freelance, infatti, è stata armonizzata con quanto già previsto per i lavoratori dipendenti: dal 1° gennaio 2025 è prevista l’esclusione dei rimborsi spese, che solitamente vengono addebitati al cliente in fattura, dal calcolo dell’IRPEF. Restano invece invariate l’applicazione dell’IVA su tali spese e la normativa sui contributi previdenziali.

Inpgi ha poi comunicato di aver messo a disposizione le CU 2025 per la compilazione e presentazione delle dichiarazioni dei redditi per coloro che hanno ottenuto dalla cassa delle somme di denaro nel corso del 2024.

Inpgi, rimborsi spese esclusi dal calcolo IRPEF

A modificare la normativa sui rimborsi spese per i liberi professionisti con partita IVA, come spiega l’Inpgi, è stato il decreto legislativo n. 192 del 20241 che prevede, a partire dal 1° gennaio 2025, delle novità fiscali per i freelance.

Con l’arrivo del nuovo anno, quindi, ai fini del calcolo dell’IRPEF sono esclusi i rimborsi spese che solitamente vengono addebitati al cliente in fattura e che possono riguardare spese di trasporto, pasti, noleggio attrezzature, ecc. Fino al 31 dicembre 2024, invece, tali spese concorrevano alla determinazione dei compensi del freelance, per poi essere portate in deduzione per effettuare il calcolo delle imposte.

Nonostante l’esclusione dal calcolo dell’IRPEF, i rimborsi spese rimangono comunque soggetti all’applicazione dell’IVA in fattura: la normativa non è stata modificata.

Con questa novità fiscale, il legislatore ha voluto modificare la normativa riguardante i liberi professionisti con partita IVA per renderla omogenea rispetto a quanto già previsto per i lavoratori dipendenti.

Contributi previdenziali Inpgi: cosa cambia

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La cassa previdenziale per i giornalisti ha poi specificato2 che la normativa sui contributi previdenziali resta invariata e senza alcuna modifica rispetto al passato.

Ciò significa che i rimborsi spese continueranno a essere inclusi nella base di calcolo per il contributo integrativo pari al 4% che è determinato dal fatturato lordo di un professionista, mentre resteranno esclusi dal calcolo dei contributi soggettivi (al 12% o al 14% in base al reddito assoggettato all’IRPEF).

Il dubbio che i professionisti hanno avanzato riguarda in particolare i forfettari, in quanto esclusi dalla dichiarazione IVA. Come verranno trattati i rimborsi spese e quanto andranno a incidere su tasse e contributi? L’Agenzia delle Entrate dovrà chiarire questo importante aspetto.

Contributi INPGI: importi e scadenze 2025

Il Consiglio di amministrazione dell’Inpgi ha già approvato, nella riunione del 30 gennaio 2025, gli importi per il versamento dei contributi previdenziali dei giornalisti. Il reddito minimo per l’ottenimento della copertura di 12 mesi di contribuzione per l’anno in corso è stato fissato a 18.555 euro.

Tipologia di contributoContributo minimoContributo minimo ridotto per giornalisti con meno di 5 anni di anzianità professionaleContributo minimo ridotto per giornalisti titolari di trattamento pensionistico diretto
Reddito minimo di riferimento2.508,751.254,382.508,75
Contributo soggettivo (12%)301,05150,53150,53
Contributo integrativo (4%)100,3550,18100,35
Contributo di maternità25,0025,0025,00
Totale contributo minimo 2025426,40225,71275,88

Il versamento dei contributi minimi deve avvenire entro il 31 luglio 2025, mentre per il reddito eccedente al minimale è possibile versare i contributi dovuti all’INPGI in un’unica data (entro il 31 ottobre 2025), oppure in tre rate mensili al 31 ottobre, 30 novembre e 31 dicembre.

Certificazione Unica 2025 per i giornalisti

E mentre si attendono maggiori indicazioni sul trattamento fiscale dei professionisti forfettari, l’Inpgi ha comunicato che è disponibile sulla propria area riservata la certificazione unica 2025, relativa ai redditi conseguiti nel 2024.

Le CU riguardano i contribuenti che, nel corso del 2024, hanno percepito somme di denaro dall’istituto a titolo di trattamento integrativo “ex fissa”. Gli iscritti alla cassa previdenziale possono scaricare il documento direttamente dalla propria area riservata (a cui si accede con SPID, CIE o CNS), mentre chi non è iscritto all’Inpgi lo riceverà tramite pec.

Tale documento è essenziale per la compilazione della dichiarazione dei redditi, nonostante non sia più obbligatoria la trasmissione da parte dei sostituti di imposta per i forfettari.

Trattamento fiscale sui rimborsi spese – Domande frequenti

Come funziona il rimborso spese per un giornalista?

Il rimborso spese consiste nella restituzione degli esborsi sostenuti dai lavoratori per conto dell’azienda. Tale rimborso può avvenire solo tramite la presentazione della nota spese da parte dei lavoratori per documentare quanto effettivamente pagato nel corso del viaggio, della trasferta o per lo svolgimento di un incarico.

Quali sono le novità per i rimborsi spese nel 2025?

Per i liberi professionisti con partita IVA, a partire dal 1° gennaio 2025 i rimborsi spese non saranno più considerati come compensi e quindi verranno esclusi dal calcolo dell’IRPEF. Rimane comunque l’obbligo di inserire l’IVA nella fattura di addebito al cliente.

Il rimborso spese fa reddito?

I rimborsi spese affrontati dal libero professionista nello svolgimento del suo lavoro o della sua attività non concorrono più alla formazione del reddito da lavoro autonomo, come previsto dal decreto legislativo n. 192 del 2024.

  1. Decreto legislativo 13 dicembre 2024, n. 192, Gazzetta Ufficiale, gazzettaufficiale.it  ↩︎
  2. Riforma fiscale 2025: novità sui rimborsi spese per i professionisti a partita IVA, INPGI, inpgi.it ↩︎
Autore
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Laura Pellegrini

Giornalista e content editor

Dopo la Laurea in Comunicazione e Società, ho iniziato la carriera da freelance collaborando con diverse realtà editoriali. Ho scritto alcuni e-book sui bonus e ad oggi mi occupo della redazione di articoli di economia, risparmio e lavoro.

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